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Vicker: la tecnologia al servizio concreto delle persone

Se hai il tubo del lavandino rotto, cerchi una babysitter affidabile, uno chef per la cena del sabato o un tuttofare per svuotare la cantina e non sai a chi chiedere, basta usare Vicker. Abbiamo fatto due chiacchiere con i nostri tagger.

Quando e com’è nata Vicker?

Vicker è nata circa un anno fa da un’intuizione di Matteo Cracco e Luca Menti, due giovani vicentini che hanno deciso di mettere la tecnologia al servizio concreto delle persone, creando nuove opportunità di lavoro e proponendo una piattaforma affidabile e legale per richiedere servizi.

Questa intuizione ha preso vita grazie al seed più alto (un milione di euro) ottenuto in Italia da una start up e grazie a un team di giovani volenterosi e determinati.

Come funziona il vostro business?

Vicker è una piattaforma online che mette in contatto diretto chi cerca una prestazione professionale con un universo di lavoratori competenti.

Se hai il tubo del lavandino rotto, cerchi una babysitter affidabile, uno chef per la cena del sabato o un tuttofare per svuotare la cantina e non sai a chi chiedere, basta usare Vicker.

L’utente indica luogo, orario e il prezzo che è disposto a pagare per la prestazione (minimo 20€) e riceverà le candidature dai lavoratori disponibili ad effettuare il lavoro. Basterà poi scegliere la persona che si ritiene più adatta (in base ai feedback e alla chat che permette di chiarire ogni ulteriore dettaglio) e ricevere il servizio! Ovviamente il pagamento è online.

Inoltre, ogni lavoratore iscritto a Vicker è stato verificato da uno ad uno dai nostri recruiter per garantire competenza e qualità. Gli viene inoltre fornita una copertura assicurativa con Zurich e tutta la documentazione fiscale perché tutto sia perfetto, legale e trasparente. Per questo motivo Vicker è l’unica nel suo settore ad essere riconosciuta dal Ministero del Lavoro.

Al momento siamo attivi a Roma, Milano, Torino, Padova, Vicenza e il 14 novembre abbiamo lanciato la campagna di reclutamento dei lavoratori a Bologna.

Siete stati gli unici italiani invitati al TechCrunch Disrupt di New York: com’è stata questa esperienza?

È stato un po’ come chiudere un cerchio… La passione di Luca e Matteo per la tecnologia e l’ecosistema startup (arrivando loro dal mondo dell’arte) è nata proprio seguendo Techcrunch circa un anno prima. Arrivare a presentare l’idea in quella sede è stata una delle realizzazioni più appaganti e certamente uno degli eventi che ha lasciato più il segno. Il consiglio per chiunque ami lavorare in questo settore è quello di andarci almeno una volta, l’energia che si respira è qualcosa che non si può davvero descrivere a parole!

Cosa vuol dire per voi lavorare nella community di Talent Garden?

Lavorare in Talent Garden vuol dire innanzitutto essere circondati da talenti. L’atmosfera è carica di innovazione e le varie realtà presenti sono infatti per la maggior parte startup con team di persone giovani, interessanti e creative.

Questo non può far altro che creare sinergie, collaborazioni e tante nuove amicizie!

Vicker_techcrunch

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